Palinodia

In questa storia, non c’è nulla di vero: tu non andasti mai sulle navi compatte, agli spalti di Troia tu non giungesti mai.

Alla ricerca della responsabilità perduta. maggio 23, 2008

Filed under: Articoli — catcherintheriot @ 5:41 am
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“Si può fare”, come a dire “si può cambiare”. Sembra banale ricordarlo: le cose e i modi con cui queste accadono non muterebbero se non fosse così. Eppure negli ultimi mesi questo simpatico ritornello, inventato da un blogger disadattato, ci ha tormentato, echeggiando persino nel primo discorso di Berlusconi al parlamento.


Fino ad un secolo fa la negazione di quanto sopra delimitava il campo del reale, il possibile, dall’irreale e quindi impossibile: il padre dei fratelli Wright, un pastore anglicano,  riteneva impossibile il volo umano, in quanto prerogativa degli angeli. Oggi sappiamo che l’uomo può volare e che probabilmente neanche gli angeli volano con le sole proprie forze. In pratica, all’inizio di questo secolo del secolo scorso, con quella trasformazione che abbiamo chiamato “dopo-il-modernismo”, l’uomo ha compreso che “impossibile” è semplicemente il modo sbagliato di perseguire uno scopo. Quanto più si è compresa la meccanica della realtà quanto più si è esteso il campo delle capacità umane, fino all’ovvia e rivoluzionaria conclusione che ogni cosa è fattibile se se ne comprende il contesto. Oggi quindi il problema, da un punto di vista semantico, non è più se si può fare o meno qualcosa ma come e cosa si può fare e cosa invece non si deve fare. Il potere infatti, percependo il rischio di perdere la sua presunta utilità, nella possibilità reale e concreta che i problemi vengano affrontati e risolti, ha decretato, in nome del bene individuale, la necessità sociale del non dover fare.

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