Palinodia

In questa storia, non c’è nulla di vero: tu non andasti mai sulle navi compatte, agli spalti di Troia tu non giungesti mai.

Riflessione marzo 5, 2008

Filed under: Articoli — catcherintheriot @ 11:39 am
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In questi ultimi giorni la discussione, in rete, sulla disinformazione pilotata sta infiammando le tastiere di tanti di noi. Per noi intendo di tutte quelle persone che, dopo aver intuito che il bianconiglio ha una tana, hanno deciso di seguirlo, varcando così la soglia della propria percezione. Una tana assai profonda nella quale l’inoltrarsi provoca sensazioni violente e contrastanti. Una tana dentro la quale ogni cosa che sembra essere si rivela per quello che è: l’ inganno cui noi diamo corpo, il miraggio di un oasi alla quale ci siamo dissetati.

Tutti crediamo di essere immuni dalla propaganda e di essere liberi pensatori in grado di resistere al condizionamento. Penso a grillo e alla sua stessa inconsapevolezza, ai vari movimenti e collettivi, di sinistra come di destra, che non chiedono mai ai loro “vecchi” cosa sia realmente successo negli anni ’70 del secolo scorso. Ai miei genitori, che hanno creduto così fermamente nella libertà collettiva da non accorgersi di tutte le costrizioni che sopportano. A tutti quelli che, come me, non sanno che lavoro faranno fra sei mesi e credono sia “colpa” loro.

Penso e rifletto, e nel farlo sorrido, pensando al giorno in cui tutti, ma proprio tutti,  avremo il coraggio di essere liberi.

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4 Responses to “Riflessione”

  1. apolide Says:

    Non può esistere il coraggio di essere liberi se non nel credere.

    ciao

    Apo

  2. L’atteggiamento del credente se non è supportato dalla consapevolezza, e quindi dal coraggio di guardare in faccia la realtà nella sua completezza, sfocia nel fanatismo. Io credo che ci sia qualcosa in cui valga la pena sperare ma non so ancora dargli ne un nome ne una forma. La mia ricerca è aperta e la mia fede in divenire. Grazie di aver lasciato qui una tua traccia.

  3. nardocc Says:

    secondo me non si tratta di conoscere la realtà nella sua completezza, dato che questa completezza sarebbe un concetto comunque relativo.
    non riesco ad escludere la possibilità che ci sia bisogno ad un certo punto di un salto.. un atto di fede (e anche qui ci vuole coraggio) intesa come fiducia nel nell’esistenza intera . che dici.. sono un fanatico? bless 😀

  4. Forletti Says:

    …Un salto è necessario, ma più che di fede è una questione volitiva.
    Quella parte di noi che ci fa sentire, che raccoglie per noi “l’essenziale invisibile agli occhi”, è la parte che sà cosa è giusto fare.
    Dobbiamo solo ascoltarla, e decidere coscientemente di mettere in pratica ii suoi consigli.

    rileggere vecchi post fa sempre bene…


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