Palinodia

In questa storia, non c’è nulla di vero: tu non andasti mai sulle navi compatte, agli spalti di Troia tu non giungesti mai.

Il nemico cammina nelle nostre scarpe febbraio 4, 2008

Filed under: Articoli,Marketing virale,Video — catcherintheriot @ 3:12 pm
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Dopo aver sconfitto la libertà di parola del cittadino/consumatore, dimostrando che puoi parlare quanto vuoi, tanto nessuno ti ascolta, e sancito l’OBBLIGO di parola per le alte cariche del sistema democratico (papa e bush inclusi), il potere negli ultimi 15 anni si è dedicato ad attaccare non solo il liberto pensiero, ma la possibilità stessa della sua formazione.

In questi anni, la libertà del giornalista, come del politico di quartiere fino all’uomo comune è coincisa con la possibilità di scegliere un opinione e sostenerla. L’opinione andava espressa in rigoroso politichese, la Lingua del diritto alla parola, la quale basa la sua sintassi su definizioni mai del tutto chiarite. Ed è questo il bello, i Maestri di tale linguaggio, dibattendo continuamente sulle definizioni, relativizzano il senso della parole a seconda del proprio dialetto (guerra umanitaria, missione di pace, non violenza e così via…) separandoci e unendoci a secondo delle contingenze, raggiungevano lo scopo di mantenerci in uno stato di fideistica confusione. Questa tecnica ha sostenuto il sistema nell’era Berlusconi, in cui ci si confortava ascoltando e sostenendo il Sub comandante Bertinotti, Gandi Zanottelli, Moretti, fino ai turbolenti Casarini&Caruso. La democrazia era malata e noi, astratta società (in)civile ne eravamo la cura. Il gioco ha tenuto, anche grazie l’implicita convinzione che il marcio stesse solo nell’altrui parrocchia. Man mano che il gioco volgeva al termine, causa sputtanamento collettivo,i vecchi politicanti venivano sostituiti sulla scena da un piccolo ma rumoroso gruppo di figuranti, estremo baluardo della perduta capacità di parlare potabile. Travaglio, Grillo, Luttazzi, Biagi, Santoro, Guzzanti, Ferrara, Sofri, Feltri, ognuno con le proprie capacità e interessi da difendere hanno di fatto gestito il sospetto che questa democrazia tanto sana non fosse. Per sondare la “malafede” basterebbe fare a caso a chi, dopo il regime berlusconiano, è tornato in televisione e chi no: Luttazzi, è stato silurato persino da la7; Biagi lo hanno fatto tornare in tv giusto in tempo per farlo morire in diretta e così santificarlo; la Guzzanti si è dovuta dare al cinema, quasi dimenticata dai “democratici”, senza contare i giornalisti veri relegati alle ore più improbabili. Per altri però non è andata così. Cavalli di battaglia del nascente controllo dello spirito, Santoro/Travaglio e Grillo, entrambi informatissimi, sembrano voler capovolgere il vecchio sistema comunicativo basato sull’interpretazione o su uno schema preconcetto. Il primo pacato riflessivo e tagliente, il secondo rumoroso trascinatore di popolo, sorreggono la foglia di fico che non permette di dire “il re è nudo”. Denunciano mille brogli con dovizia di particolari, studiano migliaia di pagine di atti processuali salvo poi dimenticarsi di accennare al funzionamento del mezzo di corruzione per eccellenza: il denaro.

In realtà Grillo ha parlato del funzionamento del denaro,

…ma stranamente da 98 in poi l’argomento è scomparso dalle sue invettive che si sono invece concentrate sul funzionamento della democrazia. Ancora una volta il vecchio schema, la democrazia è malata e noi società informata ne siamo la cura. Solo che questa volta il meccanismo è più sottile. Essendo impossibile arrestare del tutto l’accesso alle informazioni l’unica soluzione praticabile per mantenere lo zeitgeist è quella di far “emergere” delle guide che ci proteggano e indirizzino nel mare tempestoso di internet. Persone evidentemente più competenti di noi, che ci sappiano proteggere dalle “bufale” e che sappiano coordinare il risveglio, indicandoci un nemico da combattere, trasformando il nostro bisogno di cambiamento in conflitto, odio, divisione.

Il problema, evidentemente, non sono “loro” che continuano a fare il loro mestiere ma noi e le nostre insicurezze, la nostra abitudine a seguire il capo. Bisogna abbandonare tutti i pregiudizi, riscoprirci ignoranti e soprattutto sviluppare il cuore. Porsi quelle domande tanto stupide da essere tacciate di infantilismo, perseguire le possibilità di un mondo migliore a partire dal proprio quotidiano, cogliere gli spunti di riflessione validi da ovunque essi provengano. Anche da Grillo e Travaglio. Senza pregiudizi ne sogni messianici.

E’ evidente che non sarà odiando che verremo fuori da quest’inferno.

Per concludere il video dell’editore di Grillo, la vera mente del marketing virale che ha reso il suo blog quello che è.

P.S. fate attenzione alla parte in cui si propone di rendere la pubblicità informazione, e poi pensate alle “collette” per comprare pagine di giornali nazionali ed europee.

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3 Responses to “Il nemico cammina nelle nostre scarpe”

  1. oriefeiro Says:

    Eccellente articolo!!! Onorato di far parte della vostra blogroll. 🙂

  2. valevitrea Says:

    veramente bellissimo quello che hai scritto!

  3. […] Altri diventano cinici e rassegnati e si auto assolvono in nome del così fan tutti, mentre altri ancora indossano la tunica mettendo in guardia (per non dire terrorizzando) gli stolti dell’imminente […]


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